Less is More

Tempo di lettura: 3 minuti

In 4 parole: il meno è più

Titolo originale: “Minimalism: a documentary about the important things”

Disponibile su: Netflix (in inglese, con sottotitoli in italiano)

Quante volte compriamo qualcosa pensando che cambierà la nostra vita e poi rimaniamo delusi? E se ci fosse un metodo per essere più felici, più produttivi e risparmiare tempo e denaro? Questo metodo esiste ed è alla portata di tutti. Vediamo di cosa si tratta!

Una specie ancora sconosciuta

La specie dei minimalisti è piuttosto misteriosa. Popola principalmente gli angoli più bui di Youtube, gli anfratti dei documentari non tradotti su Netflix e le pagine di libri che neanche le biblioteche si sognano di comprare. Ma che cosa accomuna gli individui di tale specie?

Le abitudini del minimalista

Quando un oggetto gli capita sotto tiro, il tipico minimalista opera un’accurata selezione secondo il criterio del valore. Si dice infatti che, prima di deciderne il destino, si ponga le seguenti domande: “mi serve davvero?”; “aggiunge un valore alla mia vita?”; “se ne faccio a meno, a cosa sto rinunciando?”. Questo comportamento, acquisito dopo milioni di anni di evoluzione, permette al minimalista di conservare solamente oggetti che abbiano un’utilità o, al limite, un significato. Tutto il resto non ha scampo e finisce nel cestino.

Un essere felice

Il minimalista conosce i propri oggetti e sa bene perché li possiede. Ciò sembra procurargli enormi benefici:

  • non sente il bisogno di comprare nuovi oggetti;
  • risparmia soldi;
  • risparmia tempo: secondo la National Association of Professional Organizers, passiamo un anno della nostra vita a cercare oggetti. Un anno!
  • è più produttivo. Inevitabilmente, eliminare ciò che non è essenziale gli permette di mettere meglio a fuoco i suoi obiettivi.

Qual è il segreto?

Per quanto possa sembrare strano, è molto semplice: la strada verso la felicità non passa quasi mai dall’accumulo di oggetti. Abbandonare la ricerca incessante di nuovi oggetti da comprare porta molta più soddisfazione e serenità, sul lungo periodo, che godersi un nuovo acquisto compulsivo per qualche giorno e poi dimenticarlo1.

Scelta di vita o semplice abitudine?

Non è necessario diventare degli eremiti per ottenere i benefici sopra elencati. È sufficiente acquisire un’abitudine! Per quanto piccola, una semplice azione ripetuta ogni giorno può cambiare significativamente la nostra vita. Imparare a porsi le stesse domande del minimalista ne è un buon esempio.

La mia esperienza

Questo documentario mi ha fatto riflettere su quanti oggetti che possiedo non aggiungano alcun valore alla mia esperienza. Sicuramente non ne sentirei nemmeno la mancanza se non li avessi più. Tuttavia, liberarsene può essere abbastanza complesso. Come fare dunque?

Qualche consiglio

Ecco qualche consiglio che ho sperimentato e che sembra funzionare.

  • compra per sostituire. Per ogni oggetto che acquisti, liberati di un altro. È il primo passo per uscire dal circolo vizioso dell’acquisto compulsivo ed interrompere l’accumulo;
  • considera l’utilizzo che hai fatto di un determinato oggetto negli ultimi mesi. Se non l’hai mai usato, perché tenerlo?
  • inizia dagli oggetti più piccoli. Elastici, sacchetti, batterie scariche, quaderni vecchi;
  • liberati dei doppioni. Se usi un oggetto poche volte, probabilmente ne possiedi un altro con cui ti trovi meglio e a cui sei più legato. Ti serve davvero la brutta copia?
  • guadagna. Donando un oggetto riceverai gratitudine. Vendendolo riceverai un compenso. In entrambi i casi ne trarrai un vantaggio: liberarsi di un oggetto sapendo che qualcun altro ne farà un uso migliore è molto più facile!

In conclusione

Trovo che l’idea di minimalismo possa offrire spunti interessanti per migliorare il nostro stile di vita, a prescindere dal livello che scegliamo di adottare. Come abbiamo visto, infatti, è sufficiente essere consapevoli di ciò che compriamo e possediamo per ottenere numerosi vantaggi personali. Gli effetti positivi, tuttavia, non si esauriscono qui. Evitare gli acquisti inutili e riciclare riduce in maniera drastica il nostro impatto sull’ambiente: minore inquinamento (dalle fonti necessarie a produrre gli oggetti a quelle che servono per trasportarli) e minor quantità di imballaggi e materiali da smaltire.

Mi auguro che tu abbia trovato questo articolo interessante! Se desideri sapere di più su questo tema non esitare a farmelo sapere con un commento. Potrei dedicarci altri articoli in futuro!

Note

  1. Desiderio: il desiderio come fonte di dolore è un tema ricorrente sia nella filosofia (Schopenhauer) che nella letteratura (Leopardi) ottocentesche. L’impossibilità di eliminare il desiderio, e quindi il dolore, costituisce uno dei cardini del loro pensiero pessimista. Ad ogni modo, provare a limitarlo è possibile, e può portare grande beneficio.

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