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In 4 parole: il sonno è fondamentale
Il miglior metodo per essere produttivi? Dormire. Certo, mentre dormiamo non facciamo granchè (di solito), ma gli effetti di un buon riposo ci permettono di gestire la giornata in modo molto più efficace. Ecco quindi 3 consigli per dormire meglio e svegliarsi con una marcia in più: chi ben inizia è già a metà dell’opera!
1) Sii costante
6 ore scarse in settimana, 12 il weekend per recuperare. Una sera a letto alle 2 per finire di studiare, un’altra a letto dopo pranzo: se ti è mai capitato, magari a dicembre o a maggio, probabilmente avrai avvertito qualcosa di molto simile al concetto di devastazione. Ciò è dovuto all’alterazione del cosiddetto ciclo circadiano, sostanzialmente l’orologio biologico del nostro organismo: variare gli orari del ritmo sonno-veglia è un po’ come continuare a spostare le lancette di un’orologio avanti e indietro in continuazione. Solo che l’orologio siamo noi. Il modo migliore per non distruggere gli ingranaggi, ovviamente, è di impostarlo e lasciarlo andare per i fatti suoi: tradotto, riabituare il nostro organismo ad andare a dormire e svegliarsi ogni giorno alla stessa ora. Lo ammetto: abituarcisi è piuttosto difficile, soprattutto nei primi 3/4 giorni. Dopo circa una settimana, però, i risultati iniziano a vedersi: una sveglia meno traumatica, una luna un po’ più dritta e sicuramente più energia. Ai più fortunati, inoltre, potrebbe addirittura capitare quell’esperienza mistica che è svegliarsi prima della sveglia.
2) Riduci la caffeina
Gran parte della nostra energia si trova immagazzinata in una sostanza chiamata Adenosina-Trifosfato, per gli amici ATP. Essa è costituita da una molecola di Adenina (una base azotata), una di Ribosio (uno zucchero) e tre gruppi fosforici costituiti da legami ad alta energia. La scissione dell’ATP libera tale energia e genera come scarto una sostanza chiamata Adenosina; questa finisce nei recettori dei nostri neuroni, i quali instaurano una serie di reazioni biochimiche che inducono il sonno. Quando beviamo un caffè, la caffeina occupa i recettori per l’Adenosina presenti nei neuroni, permettendoci dunque di non sentire la stanchezza. Ovviamente, però, non è tutto oro quel che luccica: la caffeina ritarda la sensazione di stanchezza, ma non permette di recuperare energia: di conseguenza, una volta terminato il suo effetto, l’accumulo di stachezza si presenterà in modo non molto simpatico. Gli effetti della caffeina possono durare dalle 2 alle 8 ore: per questo motivo, se si vuole evitare quella spiacevolissima sensazione di stendersi e non prendere sonno, è importante cercare di non consumare caffè dal tardo pomeriggio in poi.
3) Abbassa la luminosità
Certo, l’ideale sarebbe spegnere gli schermi almeno un’ora prima di andare a dormire. Se ci riesci, spiegami come fare. Perlomeno possiamo prendere qualche accorgimento per ridurre i danni. In particolare, la luce blu emanata dagli schermi spinge il nostro organismo a ridurre la produzione di melatonina, un ormone fondamentale nella regolazione del sonno: in sostanza, per il nostro cervello è come se fosse mattina. Ti consiglio quindi di abbassare la luminosità al minimo indispensabile, e soprattutto di attivare il filtro per la luce blu: quasi tutti i telefoni/tablet/pc lo hanno, e permette di spostare la tonalità della luce verso colori più caldi e rilassanti come il giallo e l’arancione.
Conclusione
Quando siamo stanchi le proviamo di tutte per tirare ancora un po’. A volte però, la soluzione più banale è anche quella giusta: è sufficiente dormire meglio. Spesso il nostro organismo meriterebbe più riposo, tuttavia preferiamo ignorarlo per portare a termine qualche attività (che sia un tema o una serie tv). A volte è inevitabile, ma in generale si tratta di una questione di priorità; e la salute dovrebbe essere sempre in cima.
Consiglio Bonus
Se i consigli precedenti non sono efficaci, un buon libro di Storia dell’Arte Tardoantica potrebbe essere la soluzione che fa per te.
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