10 Lezioni di Vita che ho Appreso nel 2020

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In 4 parole: provare sempre a migliorarsi

Il 2020 è stato un anno impetuoso: la pandemia ha stravolto la normalità, facendo crollare le nostre certezze e priorità, e ci ha rinchiusi in casa per gran parte dell’anno. È stato sicuramente difficile, ma allo stesso tempo abbiamo avuto modo di riflettere maggiormente su noi stessi e sulle nostre scelte. Credo quindi che il modo migliore per prepararsi al nuovo anno sia condividere tutto ciò che abbiamo appreso da quest’anno più unico che raro. Ecco quindi le 10 lezioni di vita che personalmente ho appreso nel 2020!

1) La salute è la priorità assoluta

Viviamo nel periodo di pace più lungo nella storia dell’umanità, e probabilmente non a caso è quello in cui la medicina ha fatto i maggiori progressi. Tuttavia, il Covid ci ha insegnato che siamo ancora incredibilmente fragili, e ha reso la salute la vera protagonista sul palco del 2020: più dello studio, del lavoro, dei soldi. Personalmente, quest’anno ho avuto modo di approfondire molti aspetti legati a questo tema: dall’importanza di dormire bene ai danni dello zucchero, fino al ruolo complessivo dell’alimentazione in particolare nello sport.

2) La felicità non è un fine nel futuro, ma un mezzo nel presente

Studiosi e filosofi hanno ricercato per migliaia di anni il segreto per la felicità, e molto probabilmente non ne esiste uno solo che valga per ciascuno di noi. Tuttavia, una certezza ci accomuna: nessuno sa cosa può accadere domani. Per questo motivo, la cosa migliore che possiamo fare è concentrarci sul qui e ora: rimandare la felicità a un momento indefinito nel futuro, col rischio che non accada, non farà che protrarre la nostra insoddisfazione; al contrario, trovare la felicità nei piccoli gesti di ogni giorno migliorerà la qualità della nostra vita fin da subito. A questo proposito c’è una frase che mi ha sempre colpito fin dalla prima volta che vidi Kung Fu Panda:

Mollare, non mollare.. spaghetti, non spaghetti… Ti preoccupi troppo per ciò che era e ciò che sarà. C’è un detto: ieri è storia, domani è un mistero, ma oggi…è un dono. Per questo si chiama presente.

3) Leggere cambierà la tua vita

L’inchiostro imprime su carta il pensiero, l’unico filo che unisce l’uomo di ogni tempo e intreccia la trama della storia: l’intera conoscenza dell’umanità è intrisa nelle pagine dei libri e non solo è sopravvissuta a guerre, carestie, secessioni, ma si è innalzata tassello per tassello nel corso dei secoli. Essa rappresenta la maggiore eredità dei nostri predecessori e la più grande ricchezza che possiamo trasmettere alle generazioni del futuro: una prospettiva che ci assegna il ruolo di messaggeri della conoscenza. Per questo motivo la lettura rappresenta il miglior dono che possiamo concedere a noi stessi: il sentiero maestro per comprendere la natura dell’uomo e dell’universo.

4) Le illusioni cognitive regolano il nostro cervello

Questo paragrafo è ispirato dal libro “Pensieri Lenti e Veloci” dello psicologo ed economista israeliano Daniel Kanheman, vincitore del premio Nobel per l’economia nel 2002.

Il seguente esperimento è stato effettuato su due pazienti sottoposti a una dolorosa terapia di durata diversa, ai quali viene chiesto di valutare ogni 60 secondi il dolore provato con un numero da 0 (nessun dolore) a 10 (dolore intollerabile). Al termine della terapia, a ciascun paziente viene chiesto qual è stato il dolore complessivo provato durante l’esperienza. Intuitivamente, ci si aspetterebbe che il paziente la cui terapia è durata più a lungo affermi di aver sperimentato un dolore complessivo maggiore rispetto a quello la cui terapia è durata meno. Sorprendentemente, però, nelle risposte dei pazienti manca un qualunque riferimento alla somma del dolore provato e valutato con in numeri. Si scopre invece che le loro risposte sono regolate da due aspetti:

  • regola del “picco-fine”: la valutazione retrospettiva globale del dolore sperimentato risulta influenzata largamente dal livello di dolore più alto sperimentato durante la terapia (il picco) e da quello sperimentato al termine dell’esperienza (fine);
  • “disattenzione per la durata”: la durata della procedura non ha alcun effetto sulla valutazione del dolore totale.

La valutazione globale del dolore sperimentato dai pazienti è quindi basata sul ricordo che essi hanno dell’esperienza e non sull’esperienza in sè. In pratica, dal passato impariamo in realtà a massimizzare la qualità dei nostri futuri ricordi, anche se questi non rispecchiano in modo adeguato la qualità dell’esperienza vissuta.

Personalmente trovo questo aspetto evidente al cinema: un film eccezionale può tenerci col naso incollato allo schermo per 99 minuti su 100, ma un finale non all’altezza ci lascerà comunque un ricordo negativo, sebbene la nostra esperienza sia stata positiva per gran parte della durata del film.

Ricapitolando, confondere l’esperienza con il ricordo è una delle tante tante illusioni cognitive (bias) a cui siamo soggetti. Per quanto possiamo essere consapevoli di queste illusioni create dal nostro cervello, esse sono insite nella nostra natura, ed è dunque molto difficile accorgersene o evitarle. Pertanto il mio consiglio è di sfruttare questo fatto a nostro favore e fare di tutto per rendere gli ultimi giorni del 2020 meravigliosi: in questo modo fisseremo in mente un ricordo positivo, che sovrasterà le sofferenze provate quest’anno: gran parte dei nostri ricordi relativi al 2020 saranno formati in questi ultimi giorni, e sono sicuro che se li rendiamo positivi il nostro sè del futuro ci ringrazierà.

5) La gratitudine può svoltare una giornata

In questo articolo ho parlato in dettaglio di come esprimere un sentimento di gratitudine abbia migliorato la mia vita. Ci sono diversi modi per farlo, e penso che scrivere 3 aspetti per cui siamo grati al termine di ogni giornata sia il più facile e immediato. Proprio scrivendo questo articolo, inoltre, ho collegato i pezzi del puzzle e ho finalmente capito perchè esprimere gratitudine al termine della giornata è così utile: abbiamo visto al paragrafo precedente che il momento finale, insieme al picco, contribuisce a formare i nostri ricordi più di ogni altra cosa.

6) La tecnologia è un’arma a doppio taglio

Al giorno d’oggi la risorsa di maggior valore che possediamo è probabilmente l’attenzione, e noi la stiamo svendendo di qua e di là. Ormai siamo bombardati ovunque da una mole incredibile di pubblicità e immagini inutili, che come una spugna assorbono le nostre risorse mentali. Le applicazioni che usiamo sono “gratuite”, ma in realtà le paghiamo a caro prezzo e molto più di quanto valgono. In mezzo a tutto ciò, tuttavia, ci sono alcune risorse preziose che possono aiutarci a crescere e migliorare. Per questo motivo è fondamentale imparare a gestire l’uso della tecnologia, selezionando accuratamente le fonti di informazione a cui decidiamo di vendere la nostra attenzione.

Quest’anno ho realizzato quante cose si possono fare col telefono spento: da studiare in modo più efficace ad aprire un sito personale che ormai conta quasi 20 articoli. Non a caso il primo di essi riguarda proprio il rapporto tra tecnologia e cervello, e quali metodi possiamo utilizzare per orientarci al meglio nel mondo digitale. Ti consiglio di farci un salto!

7) Se vuoi crescere non aver paura di fare domande

Fare domande è senza dubbio il modo migliore per crescere e imparare. Da piccoli ne facciamo di ogni tipo, ma poi crescendo qualcosa inizia a frenarci: forse disturbiamo gli altri? Magari fare una domanda ci farà sembrare stupidi? Questi dubbi possono tormentarci fino a distoglierci del tutto dal porre domande, e dobbiamo fare di tutto per evitare di giungere a questo punto. Per anni mi sono trattenuto dal porre troppe domande, per paura che sembrassero banali o insistenti o stupide. Da tempo però mi ero reso conto che dovevo fare qualcosa a riguardo, e quest’anno ho portato a compimento la “trasformazione”. Inutile dire quanti vantaggi ne ho tratto e quante cose ho imparato con una semplice domanda.

8) Il meno è più

La nostra società è caratterizzata dall’abbondanza: abbiamo a disposizione qualunque cosa a portata di un click e soddisfare qualunque esigenza non è mai stato così facile. Questo ci porta tuttavia ad acquistare oggetti di cui in realtà non avremmo alcun bisogno: fatto che non ci rende più felici, e al massimo ci riempie la casa di cianfrusaglie. In reazione a questo ambiente è nato il minimalismo, una filosofia di vita che sta conquistando sempre più persone. Personalmente la ritengo molto interessante, e ho scoperto che trovare il modo di liberarsi di un oggetto può essere molto più divertente che aggiungerne uno al carrello. Ne parlo più in dettaglio in questo articolo, introdotto da una delle foto che credo mi siano riuscite meglio.

9) Leggere ripetutamente è quasi inutile

La quarantena mi ha concesso un po’ di tempo libero per ripensare al mio metodo di studio, e devo ammettere che ne è valsa davvero la pena. In particolare, mi sono finalmente convinto del fatto che leggere ripetutamente un libro nella speranza che qualcosa si fissi nel cervello è un metodo del tutto inefficace per apprendere davvero. Ci sono diversi altri metodi, tra cui la ripetizione ad alta voce, estremamente più utili per trattenere l’informazione: prossimamente ci dedicherò un articolo, quindi stay tuned!

10) Le mail list sono il male

Per effettuare un qualsiasi acquisto su un negozio online, il più delle volte è necessario registrare un account. Sebbene ciò sia già di per sè noioso, il vero problema giunge in seguito: le mail list. Per quanto ho osservato, i vari negozi online inviano circa una mail al giorno del tipo OFFERTE IMPERDIBILI -100% SU TUTTO: ciò non fa che distogliere l’attenzione dalle mail importanti, ad esempio quelle universitarie, e più volte mi è capitato di cliccare per curiosità finendo per perdere 10 minuti guardando prodotti di cui non ho assolutamente bisogno: un ottimo modo, come se già non ce ne fossero abbastanza, per perdere l’attenzione durante le videolezioni.

Solitamente, nelle righe in fondo di ogni email ricevuta c’è un link per disiscriversi dalla newsletter. “Ma se poi mi perdo le offerte?”. Mi sono posto anch’io questa domanda, e la verità è che un acquisto non preventivato è sempre una spesa aggiuntiva, a prescindere dallo sconto. Senza questi inutili messaggi pubblicitari la casella di posta è più ordinata, e ora faccio acquisti online solamente quando qualcosa mi serve davvero.

Per concludere

Scrivere questo articolo è stato piuttosto laborioso: racchiude infatti un pizzico di tutto ciò che ho imparato quest’anno da libri, riflessioni, film, video, conferenze, canzoni ed episodi di vita quotidiana, e riassume perfettamente l’obiettivo che avevo in mente quando ho creato questo sito: condividere consigli per vivere meglio. Ci sono tanti concetti che io stesso sento di non padroneggiare ancora, ma spero di aver saputo esprimerli in modo comprensibile e magari anche piacevole. Desidero infine ringraziarti per essere arrivato fin qui e augurarti di cuore un buon 2021: che sia un nuovo inizio e una rampa di lancio per il tuo futuro! Ci vediamo l’anno prossimo 🙂

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