Come Studiare in Modo Efficace

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In 4 parole: imparare a studiare bene

Studiare è faticoso. Trovare la forza di mettersi lì e aprire libri e quaderni è già un’impresa, figuriamoci poi mantenere la concentrazione per il tempo necessario a far entrare qualcosa nel cervello. Il modo migliore per ottenere qualche risultato, dunque, è avere un sistema efficace. Ecco perchè in questo articolo troverai una guida dettagliata per costruire il proprio metodo di studio ideale. Nella prima parte vedremo come creare l’ambiente ideale per concentrarsi; nella seconda analizzeremo le tecniche di studio più popolari ma allo stesso tempo poco efficaci dal punto di vista dell’apprendimento; nella terza vedremo quali sono secondo la scienza i metodi più efficienti per ripassare; nella quarta, infine, descriverò la mia esperienza personale e alcuni metodi che personalmente trovo molto utili per studiare bene.

Introduzione: Tutto parte dal perchè

L’ingrediente essenziale per riuscire in qualunque cosa è sapere perchè la stiamo facendo, e lo studio non è da meno. L’ideale sarebbe studiare solo ciò che ci piace, ma a volte siamo costretti a studiare materie che non ci appassionano o, peggio, ci annoiano. Pertanto è opportuno cercare altre sorgenti che possano alimentare la nostra motivazione: possiamo farlo per il nostro futuro, per prendere un bel voto, per concederci un premio: qualunque cosa è meglio che partire da zero.

Parte Prima: l’ambiente ideale

1.1) Crea il tuo spazio

Ora che sappiamo perchè stiamo studiando è giunto il momento di creare uno spazio ideale. Innanzitutto questo spazio dev’essere comodo e ordinato, perchè difficilmente ci verrà voglia di sederci a una scrivania ricoperta di cianfrusaglie o su uno sgabello di legno dell’800. Gli ingredienti necessari sono dunque i seguenti:

  • Ambiente illuminato da luce naturale, possibilmente con una finestra sul lato opposto alla mano con cui scriviamo (per non farci ombra).
  • Una lampada con luce regolabile. Di sera o d’inverno è importante mantenere comunque un’illuminazione ottimale, quindi una buona lampada dovrebbe essere direzionabile e avere la luce regolabile, in modo da poterne modificare il colore in base al momento della giornata: luce blu al mattino per svegliarci, luce gialla la sera per prepararci al sonno.
  • Lontano dal letto/divano. La tentazione di buttarsi sul letto o sul divano appena finito un esercizio o un paragrafo è fortissima, specialmente quando siamo stanchi o svogliati. La cosa migliore sarebbe quindi studiare in una stanza che non sia la camera da letto o il salotto. Se ciò non è possibile, possiamo cercare almeno di dar loro le spalle: come si suol dire, “occhio non vede, cuore non duole”.
  • Una ciabatta per le prese. Perdiamo un sacco di tempo a collegare, staccare e avvolgere i cavi, finendo quasi sempre per lasciarli srotolati in mezzo alle scatole. Per questo una buona ciabatta, magari con un interruttore per ogni presa, può aiutarci a tenere un po’ più ordinata la scrivania.
1.2) Mantieni la postura corretta

Passiamo gran parte della giornata seduti alla scrivania, e il Covid non ha fatto che incrementare questa nostra tendenza dannosa: ma se poi la sedia è pure scomoda siamo a posto. Pertanto ti invito a considerare bene dove poggi il cosiddetto, prestando attenzione in particolare ai seguenti elementi:

  • altezza regolabile, in modo da poggiare i piedi interamente al suolo e formare un angolo tra coscia e polpaccio di circa 90°;
  • presenza di braccioli, possibilmente anch’essi regolabili;
  • schienale inclinabile;
  • presenza di un sostegno per la zona lombare, ovvero la parte di schiena situata appena sopra la cintura; in sua mancanza può essere una buona idea mettere un asciugamano arrotolato tra la schiena e lo schienale.

Può essere utile inoltre avere a disposizione un supporto per il computer, in modo da sollevarlo fino a che l’altezza degli occhi superi di poco il bordo superiore dello schermo: ciò consentirà di mantenere la schiena diritta e di non sforzare eccessivamente la vista. Infine, mantieni la sedia nella stessa direzione del computer: passare molte ore col collo girato può provocare diversi dolori e squilibri posturali.

Qui sotto trovi una foto del setup che utilizzo da qualche mese: forse esteticamente non è il massimo, ma ti assicuro che funziona davvero bene e, computer a parte, è piuttosto economico.

1.3) Niente distrazioni

Non c’è niente di più deleterio che studiare col telefono di fianco. Anche senza notifiche, infatti, inconsciamente avremo sempre il rischio di pensare a cosa sta succedendo su Instagram o a quale risposta riceveremo a un messaggio. Questa inficia pesantemente la nostra capacità di concentrarci e di memorizzare ciò che stiamo studiando: pertanto è necessario cercare ad ogni costo di studiare senza il telefono a fianco. All’inizio può essere difficile, ma ci sono diversi metodi per aiutarci nel farlo: li analizzeremo nella terza parte, dopo aver visto nella seconda perchè le tecniche di studio più comuni non sono poi così efficaci.

Parte Seconda: tecniche popolari ma inefficaci

I paragrafi sottostanti fanno riferimento al seguente studio dell’Association for Psychological Science.

2.1) Fare riassunti

L’utilizzo del riassunto si è mostrato utile per alcuni studenti sottoposti all’indagine in alcuni determinati compiti, tuttavia le condizioni necessarie a produrre tali benefici sono limitate e risulta necessaria un’analisi più approfondita per determinare l’efficacia di questa tecnica.

Sostanzialmente, lo studio che ho citato conclude che questa tecnica può essere effettivamente utile per chi è già abile nel creare riassunti efficaci, attività che però risulta piuttosto difficile in quanto richiede molto allenamento e molto tempo: fatto che rende questo metodo meno appetibile di altri.

2.2) Evidenziare/sottolineare

La maggior parte degli studenti considera l’evidenziazione molto utile, tuttavia questo metodo non migliora in modo consistente la performance e quindi dovrebbero essere preferite altre tecniche.

Ci tengo a precisare che lo studio riguarda l’analisi di tecniche efficaci per l’apprendimento o memorizzazione. Ciò significa che evidenziare potrebbe essere utile al fine di selezionare le parti importanti da studiare e agevolare quindi la revisione, tuttavia l’atto di evidenziare in sè risulta poco utile per memorizzare l’informazione: in pratica, si tratta di un lavoro preliminare che possiamo effettuare prima di ripassare, ma su cui non dovremmo fare affidamento quando è il momento di studiare davvero.

2.3) Rileggere

Rispetto alle tecniche che vedremo nella terza parte, la rilettura richiede poco tempo e uno sforzo ridotto, fatto che la rende una delle strategie più popolari tra gli studenti. Tuttavia, secondo diversi studi, rileggere in continuazione nella speranza che qualcosa si fissi nel cervello è in pratica una gran perdita di tempo.

Parte Terza: Tecniche Efficaci

Eccoci giunti al cuore della guida. Abbiamo visto come creare uno spazio ideale e quali sono i metodi di studio preferibilmente da evitare. Ora possiamo quindi analizzare le strategie che, secondo la scienza, possono dare una marcia in più al nostro apprendimento. Dall’estratto del medesimo articolo di prima si legge:

Richiamo attivo e pratica spaziata si sono rivelati molto utili perchè migliorano la performance degli studenti in diverse tipologie di test e anche nel contesto educativo.

Cosa sono quindi richiamo attivo e pratica spaziata?

3.1) Richiamo attivo

Il richiamo attivo consiste nel mettersi alla prova elaborando l’informazione, e rappresenta semplicemente il miglior modo per imparare. Questo metodo si basa sul richiamo dell’informazione dall’interno e rappresenta dunque l’opposto delle tecniche viste in precedenza, che si basano sull’assorbimento dell’informazione dall’esterno. Si tratta di un bel cambio di prospettiva che dovremmo tenere sempre in mente quando studiamo: la tendenza a leggere e rileggere può essere forte, ma dobbiamo convincerci che ripetere senza guardare è 100 volte meglio per trattenere davvero in testa ciò che abbiamo letto.

3.2) Pratica spaziata

Il modo migliore per implementare la tecnica del richiamo attivo è distribuirla nel tempo, ovvero utilizzare la pratica spaziata. Questo metodo si basa sul fatto che le connessioni nel cervello si rinforzano con la ripetizione e consente di organizzare studio e tempo in modo impeccabile: se ad esempio dobbiamo studiare un capitolo che richiede 5 ore, è molto meglio dividerlo in 5 giorni che studiarlo in solo pomeriggio.

Analizziamo ora un’altra tecnica per organizzare al meglio la giornata di studio.

3.3) La tecnica del pomodoro

Questo metodo è molto semplice è può rivelarsi un alleato prezioso nella gestione del tempo. In pratica consiste in questo:

  • selezionare un’attività da svolgere;
  • impostare un timer di 20/30 minuti;
  • studiare fino allo scadere del timer;
  • prendersi una pausa.

Come puoi ben vedere non richiede molto, ed è 100 volte più efficace di leggere un paragrafo e guardare il cellulare. Inserire una pausa è fondamentale in quanto il nostro span d’attenzione è piuttosto limitato; inoltre, può rappresentare un premio che ci concediamo per aver saputo studiare ininterrottamente per un tot di tempo. Prendendo abitudine con questa tecnica, infine, ti accorgerai presto che in 20/30 minuti non riuscirai a fare granché, e verrà naturale prolungare la durata del timer: in tal caso, chiaramente, può essere utile incrementare anche la durata delle pause, fino ad arrivare a un ritmo del tipo 90 minuti di lavoro/15 minuti di pausa.

Parte quarta: i miei consigli

Siamo giunti alla fine: in quest’ultima parte troverai alcune abitudini che, a mio parere, possono migliorare di molto la nostra esperienza di studio.

4.1) Sbaglia

Può sembrare strano esordire così, ma si dice spesso “sbagliando si impara” e credo che in questo caso non ci sia nulla di più vero: la paura di sbagliare può essere naturale, ma dobbiamo evitarla a ogni costo perchè costituisce un blocco enorme al nostro apprendimento.

4.2) Fatti domande

Insieme all’errore, le domande sono un altro elemento cardine per apprendere davvero: stimolano infatti il nostro cervello a richiamare l’informazione in modo attivo (vedi paragrafo precedente), permettendoci di sviscerare a fondo un determinato argomento. Ecco alcuni esempi di domande che trovo utile pormi frequentemente:

  • cosa c’è scritto in questo paragrafo?
  • a cosa mi serve saperlo?
  • come posso riassumerlo in quattro parole?
  • c’entra qualcosa col precedente?
4.3) Anticipa

Per seguire bene una lezione sono necessari due ingredienti: essere concentrati e un prof. che spieghi bene. Un buon metodo per non sprecare il tempo anche quando queste condizioni non sono verificate è quello di prepararsi a una lezione prima che questa avvenga: in questo modo infatti sapremo in anticipo gli argomenti affrontati e sarà molto più facile orientarsi e seguire. è sufficiente dare un’occhiata sul libro o chiedere ai prof di condividere le slide che usano prima della lezione, e il gioco è fatto.

4.4) Visione d’insieme

Specialmente nelle materie scientifiche, studiare un singolo teorema o un argomento ristretto può risultare difficile, in quanto spesso risulta scollegato al punto da sembrare inutile. Tuttavia se ce lo stanno insegnando un motivo ci sarà: pertanto è opportuno riguardare periodicamente tutto il programma, al fine di “collegare i puntini” e inserire ogni nozione in un quadro più generale. Ad esempio, più volte mi è capitato di comprendere l’utilità di un argomento solo dopo settimane dalla lezione in cui era stato spiegato: se arrivi a dire “ahhh, ecco dove mi serve questo pezzo!” sei davvero a un passo dal completare il puzzle.

4.5) Confrontati

Il confronto è un’occasione preziosa per mettersi alla prova e migliorare. Per questo motivo il mio consiglio è di trovare dei compagni di studio con cui scambiare opinioni, domande e anche (o soprattutto) battute: aiuterà molto il tuo apprendimento, renderà lo studio più piacevole e ti consentirà inoltre di formare o rinforzare preziosi legami.

4.6) Riposa

Luci spente, silenzio assoluto e a nanna presto. O forse no? Effettivamente, quando una verifica o un esame incombono, potremmo finire per studiare fino a notte fonda. Ogni tanto questo ci può stare, me evita assolutamente di farlo diventare la norma: io l’ho fatto per tutto il quinto anno e non è stato certo un toccasana. Molto meglio quindi studiare con costanza e destinare il giusto tempo al riposo: a lungo andare le nostre prestazioni miglioreranno esponenzialmente.

Conclusione: sperimenta

Le tecniche e i consigli che ti ho presentato provengono da studi scientifici e dalla mia esperienza personale, ma ciò non vuol dire che potrebbero funzionare in modo ottimale anche per te. La cosa migliore da fare in questi casi è sperimentare e mettersi alla prova, al fine di trovare il metodo che più si adatta alle tue caratteristiche e alle materie che studi. Infine ci tengo a fare un’ultima precisazione: prendere spunto da queste tecniche può essere uno stimolo eccezionale a trovare il proprio metodo ideale, ma credo che niente sia più utile di un’esortazione a darci dentro: iniziare è la parte più difficile, poi l’appetito vien mangiando!

Siamo giunti alla conclusione della guida. Puoi condividere qualsiasi consiglio o pensieri che vorresti aggiungere qui sotto nei commenti, oppure mandandomi un messaggio: periodicamente infatti aggiornerò questo articolo per renderlo il più completo possibile. Infine, se hai trovato utile questa guida, ti invito a condividerla col tuo vicino di banco o chiunque si trovi sulla nostra stessa barca :)!

Ci vediamo settimana prossima e buono studio!

Aggiornato il 04/03/2021

2 pensieri riguardo “Come Studiare in Modo Efficace

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