Sembra che essere sempre occupati 💼 e non avere il tempo per fare nulla sia un motivo d’orgoglio, per il quale addirittura vale la pena vantarsi. Ma è proprio vero che “non abbiamo mai tempo” ⏳? In questo articolo vorrei condividere un cambio di mentalità che mi ha permesso di vedere il mio tempo sotto un’altra prospettiva, e soprattutto di tornare ad esserne padrone.
Tempo di lettura: 2 minuti
In 4 parole: padroni del proprio tempo
Premessa
Qualche anno fa decisi di smettere di giocare a calcio ⚽ per dedicarmi all’atletica 🏃♂️, e la conseguenza più immediata di questa decisione riguardò il mio tempo: passando infatti da 2 allenamenti + partita a settimana a 5 allenamenti a settimana sentivo di avere molto meno tempo libero, motivo per cui finii per dover rinunciare a diverse altre attività con la scusa del “non ho tempo” ⌚. Di certo però non mi sarei aspettato che questa semplice frase, apparentemente logica e anche innocua, avrebbe avuto conseguenze così negative sul mio modo di percepire e gestire il tempo a mia disposizione.
Una scusa molto pericolosa
“Mi spiace, non ho tempo”
Utilizzare ripetutamente questa scusa ogni volta che dovevo (o volevo) rinunciare a qualcosa mi abituò all’idea che non fossi più il padrone del mio tempo, bensì suo schiavo: la responsabilità di gestire il mio tempo non era più mia, perché dipendeva da condizioni esterne sulle quali non avevo alcun potere. Ciò rappresentava un terreno fertile per la compiacenza e il vittimismo, oltre a lasciarmi la fastidiosissima sensazione di avere sempre il fiato sul collo 💨.
Reimpadronirsi del proprio tempo
Passò un po’ di tempo prima di accorgermi che dovevo assolutamente cambiare modo di pensare, e molto altro prima di capire come riuscirci: fino a che, nel mezzo di una conversazione, un amico pronunciò una frase che arrivò come un fulmine 🌩 a ciel sereno:
“non è vero che la gente non ha tempo, semplicemente sceglie di fare certe cose anziché altre”.
A dire il vero non ricordo di cosa stessimo parlando, e questa frase non era nemmeno rivolta a me: tuttavia mi colpì duramente 🧱, perché sapevo di rientrare benissimo in quella categoria di persone. Capii quindi che, al fine di reimpadronirmi del mio tempo, era necessario eliminare la facile scusa del “non ho tempo”, sostituendola con una motivazione più vera:
“ho deliberatamente deciso di non dedicare il mio tempo a questa attività, perché voglio dedicarlo a quest’altra”.
Con questo semplice cambio di prospettiva, la responsabilità di gestire il mio tempo era di nuovo nelle mie mani 🤲. Ecco un esempio della sottile ma fondamentale differenza che esiste tra i due modi di pensare:
- ⌛ prospettiva del “non ho tempo”: nella premessa di questo articolo ho scritto che, praticando 5 allenamenti a settimana, “sentivo di avere molto meno tempo libero”:
- ⏲ prospettiva del “sono padrone del mio tempo”: non è vero che avevo meno tempo libero: il mio tempo era lo stesso di prima, semplicemente avevo scelto di dedicarne di più allo sport.
Chiaramente la prima versione è più immediata e facile da adottare: tuttavia, dal punto di vista logico, la prospettiva corretta è la seconda!
Conclusione
Basandomi sulla mia esperienza penso sia importantissimo adottare la prospettiva del “sono padrone del mio tempo” il prima possibile, motivo per cui ho voluto scrivere un intero articolo, seppur breve, su questo argomento. Ti ringrazio per aver dedicato qualche minuto a leggerlo, e spero ne sia valsa la pena! In tal caso ti invito a condividerlo 📲 e come sempre ti saluto augurandoti una buona settimana 🙂
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