L’uomo è in grado di controllare la tigre non perché è più forte, ma perché è più intelligente. Che cosa accadrà quando l’uomo non sarà più la specie più intelligente sul pianeta?
Tempo di lettura: 5 minuti
In 4 parole: Intelligenza Artificiale e Vita
Titolo: Life 3.0 – Being human in the age of Artificial Intelligence
Autore: Max Tegmark (vedi nota 1)
Indice
- Premessa: cos’è l’intelligenza?;
- L’importanza dell’intelligenza Artificiale;
- Potenzialità e rischi della Superintelligenza;
- Una giusta precauzione o una perdita di tempo?;
- Cos’è la vita?;
- Cos’è il significato?;
- Conclusione.
Premessa: cos’è l’intelligenza?
Per il termine intelligenza l’autore adotta la definizione più generale possibile:
intelligenza = abilità di raggiungere obiettivi complessi.
L’importanza dell’Intelligenza Artificiale
Difficilmente quando ci alziamo dal letto 🛏 l’Intelligenza Artificiale (IA) è il nostro primo pensiero, eppure nei prossimi anni l’IA rivoluzionerà praticamente ogni aspetto della nostra vita: dallo studio al lavoro, dalla tecnologia all’economia, dalla medicina alle relazioni. Anche nel passato, tuttavia, ci sono state innovazioni tecnologiche che hanno radicalmente modificato il nostro modo di vivere: ad esempio la ruota, la lavatrice o Internet. Dunque che cosa rende l’IA così speciale? Perché è fondamentale che il maggior numero di persone possibile prenda parte a questa discussione, definita da Stephen Hawking come “la più importante conversazione del nostro tempo”?
La risposta risiede nel fatto che, tramite l’IA, per la prima volta nella storia potremmo sviluppare una tecnologia che ci superi nel campo in cui finora, in qualità di Homo Sapiens, siamo sempre stati i migliori 🔝: l’intelligenza. Una tale tecnologia prende il nome di Superintelligenza e il suo avvento potrebbe avere delle conseguenze ai limiti dell’immaginazione.
Potenzialità e rischi della Superintelligenza
Secondo la definizione di intelligenza vista all’inizio dell’articolo, una Superintelligenza è caratterizzata dall’eccellere nel raggiungimento dei suoi obiettivi, qualsiasi essi siano. Avendo come limiti solo quelli imposti dalla fisica, la Superintelligenza potrebbe dunque spalancare le porte verso un’epoca di sviluppo, conoscenza e benessere mai visti finora, grazie ai quali potremmo garantire alla nostra specie un futuro radioso sulla Terra 🌍 e non solo 🌌. Vediamo questo esempio:
- con la tecnologia disponibile al giorno d’oggi, per trasportare un uomo verso Alfa Centauri (il sistema stellare ✨ più vicino alla Terra) ci vorrebbero circa 117000 anni (vedi nota 2);
- immaginando invece che la Superintelligenza sviluppi un metodo per generare la vita a partire dai singoli elementi (idrogeno, carbonio, ossigeno…🧪), per portare la vita su Alfa Centauri sarebbe sufficiente inviare l’informazione necessaria sotto forma di bit (l’unità fondamentale dell’informazione), i quali viaggiando alla velocità della luce impiegherebbero poco più di 4 anni. Una bella differenza!
Le potenzialità legate alla Superintelligenza sono entusiasmanti, ma un suo eventuale avvento può comportare anche enormi rischi: se cediamo il controllo a un’entità più intelligente di noi prima di assicurarci che i suoi obiettivi siano allineati ai nostri, è molto probabile che nel futuro l’uomo non ci sia, o che finisca per essere controllato come una tigre allo zoo 🐯.
Una giusta precauzione o una perdita di tempo?
L’esistenza di una Superintelligenza è così difficile da immaginare che si potrebbe facilmente bollarla come una semplice fantasia. A questo proposito, l’autore stesso riporta che all’interno della comunità scientifica i pareri sono contrastanti: per alcuni l’arrivo della Superintelligenza è solo una questione di tempo ⏳; secondo altri, invece, non arriverà mai ❌. Al momento è impossibile determinare da quale parte sia la ragione; come abbiamo visto, però, la Superintelligenza potrebbe influenzare in maniera irrevocabile il futuro dell’Universo e della Vita stessa prima che noi possiamo accorgercene, motivo per cui è necessario mettere le mani avanti 👐 e definire a priori quali obiettivi affidarle prima che sia troppo tardi. Secondo l’autore, però, definire questi obiettivi è impossibile senza aver prima fatto chiarezza sui concetti fondamentali di “vita” e “significato“.

Cos’è la vita?
Secondo lo scienziato Jeremy England, da un punto di vista termodinamico (vedi nota 3) la vita ha avuto origine dal cosiddetto “adattamento guidato dalla dissipazione” (dissipation-driven adaptation): secondo questa idea, gruppi casuali di particelle ⚛ si auto-organizzano per assorbire e dissipare energia sotto forma di calore 🔥 dall’ambiente circostante nella maniera più efficiente possibile. In altre parole, la natura avrebbe l’obiettivo intrinseco di produrre sistemi auto-organizzati sempre più complessi e simili alla vita. Un ottimo modo con cui un insieme di particelle può perseguire questo obiettivo è quello di creare copie di se stesso, così da assorbire più energia. A un certo punto, un particolare insieme di particelle diventa così efficiente nel creare copie di se stesso 🧬 da essere in grado di farlo in modo continuo, estraendo energia e materie prime dall’ambiente circostante. Questo particolare insieme di particelle è ciò che comunemente chiamiamo vita. Alcune volte la copia non è perfetta, così presto si sviluppano diverse forme di vita “copiatrici”, in competizione tra loro per le medesime limitate risorse. Ha inizio così l’evoluzione darwiniana. Poiché i “copiatori” più efficienti dominano gli altri, presto ogni forma di vita esistente è ottimizzata per la riproduzione. L’autore definisce questa forma di vita “Life 1.0”.
Circa mezzo milione di anni fa, a partire da determinati codici genetici si sviluppano le reti neurali, che rendono gli esseri viventi capaci di adattare il proprio comportamento non nel corso di migliaia o milioni di anni, bensì sulla base delle esperienze vissute quotidianamente. Ha così origine la cosiddetta “Life 2.0”, che, in virtù della sua abilità di imparare molto velocemente e vincere la competizione, si diffonde velocemente per tutto il globo. La vita al giorno d’oggi 🦧 appartiene ancora a questa categoria.
L’avvento di una Superintelligenza potrebbe sviluppare una nuova forma di vita, che l’autore chiama “Life 3.0”: una vita in grado di ridisegnare non solo il proprio software, ovvero adattare il proprio comportamento alle circostanze, ma anche il proprio hardware, ovvero la sua struttura fisica. Un po’ come se una giraffa 🦒 affamata ma un po’ bassina potesse allungare il suo collo istantaneamente, senza dover aspettare che l’evoluzione faccia il suo mestiere nel corso di generazioni.
Cos’è il significato?
Abbiamo compreso cosa sia la vita da un punto di vista biofisico, e come essa potrebbe evolvere, grazie alla Superintelligenza, dalla fase 2.0 alla 3.0. Il secondo concetto fondamentale è quello di significato. Spesso tendiamo a ricercare il significato delle cose all’infuori di noi, cioé nell’Universo che ci circonda. Tuttavia, secondo l’autore, questo procedimento è sbagliato:
“Quando le persone si chiedono quale sia il significato della vita, come se fosse compito del cosmo dare significato alla nostra esistenza, stanno affrontando il problema dal lato sbagliato: non è il nostro Universo a dare significato agli esseri coscienti, ma gli esseri coscienti a dare significato al nostro Universo.”
(trad. mia)
Dunque l’Universo non avrebbe significato di per sè, ma sarebbe compito dell’essere cosciente – cioé l’uomo – attribuirglielo. La conseguenza di questa idea è importante: nel caso peggiore, infatti, l’uomo potrebbe cedere il controllo a un’intelligenza artificiale priva di coscienza, con il rischio che l’Universo ☄ diventi un’opera d’arte senza significato e che per giunta nessuno potrà ammirare. Per questo motivo l’ultima sezione del libro è dedicata proprio al tema della coscienza, di cui fino ad oggi la scienza sa dire ben poco.
Conclusione
Il mondo dell’Intelligenza Artificiale non è solamente la prossima frontiera dell’informatica o una delle sezioni della Scienza in più rapida evoluzione: esso potrebbe portare a una rivoluzione scientifica, quella della Superintelligenza, dopo la quale niente sarebbe più come prima, a partire dal ruolo dell’uomo sul pianeta Terra e nell’Universo. Questo è il motivo che ha spinto l’Autore Max Tegmark a realizzare il libro Life 3.0, da cui ho preso spunto per realizzare questo articolo, e a fondare un’associazione non-profit dedicata al tema fondamentale del Futuro della Vita: il Future of Life Institute, che vede tra i suoi membri personalità di spicco del mondo della scienza (tra cui vari professori di prestigiose università e la ricercatrice italiana Francesca Rossi), della divulgazione scientifica (come Morgan Freeman) e della tecnologia (come Elon Musk).
Mi auguro che questo articolo ti sia piaciuto! In tal caso ti invito a condividerlo affinché questo tema fondamentale possa raggiungere il maggior numero di persone possibile. Un saluto e al prossimo articolo 🙂
Note
- Max Tegmark è professore di fisica al Massachusetts Institute of Technology (MIT) e presidente del Future of Life Institute, organizzazione nata con lo scopo di sensibilizzare il pubblico – e in particolare gli “addetti ai lavori” 👨💻 – sull’importanza di garantire uno sviluppo fruttuoso dell’Intelligenza Artificiale.
- Fonte.
- La Termodinamica è la branca della fisica che si occupa di studiare gli scambi di energia sotto forma di calore e lavoro. Essa è retta da 3 Principi, dei quali il Secondo in particolare ha un ruolo di primo piano in tutta la scienza e la fisica. A tale principio, prendendo spunto dal libro “Dal Big Bang ai Buchi Neri” di Stephen Hawking, ho dedicato questo articolo.