La bellezza di incontrarsi per caso

Brevi racconti di incontri speciali

Il buongiorno si vede dal mattino

I primi soffi di aria fredda che filtrano dai polsi e dalle caviglie portano con sé le novità di un giorno che inizia, e invitano la mente a lasciarsi stupire da qualche inatteso evento che emerge dal silenzio mattutino. Oggi questa brezza si è superata, mostrandomi una coppia di anziani portare al guinzaglio… un asino!

L’attesa

Questa mattina sono andato in una stazione diversa dal solito, sperando che il treno arrivasse prima (o meglio, senza ritardo) a destinazione. Ovviamente mi illudevo, ma nell’attesa sulla banchina colma di persone ho incontrato una compagna di classe delle medie e una sua amica dal volto noto, oltre pure a un amico nel mio corso di università. Fra battute e tentativi di diventare più magri per far uscire la gente ad ogni fermata, questa compagnia improvvisata ha reso la tratta in piedi ben più piacevole di quella che avrei passato standomene seduto da solo…

Espressività senza parole

Oggi anche la metro mi ha riservato una sorpresa quando all’altro capo del vagone ho intravisto uno dei miei migliori amici. Essendo lontani e scendendo a fermate diverse non ci siamo nemmeno parlati, ma il suo sguardo, che davvero non riesco a descrivere se non come “birichino”, mi ha strappato un sorriso che è rimasto almeno per un paio di minuti!

La mano e il sorriso

Ci sono così tante informazioni in una stretta di mano che non riesco mai a coglierle tutte: la differenza di temperatura, l’intensità nelle dita, l’atmosfera intorno, e ancora il viso, lo sguardo e le parole scambiate… Il più delle volte molti dettagli non sono importanti, ma ci sono alcuni incontri inattesi a cui ripensare è davvero più bello. Forse perché si ha la sensazione che possano ripetersi?

Abilità e conoscenza

Percorrendo il corridoio del treno al ritorno, con la testa ora rivolta a destra e ora a sinistra per trovare un posto, ho incontrato un ex compagno di allenamenti che mi ha invitato a sedermi accanto a lui. Dopo le solite domande tipiche di chi non si vede da tempo, la conversazione si è focalizzata sul suo lavoro: macchinista di treni. Ascoltando la sua descrizione appassionata di questa professione, piuttosto insolita specialmente per un ragazzo della nostra età, ho scoperto un sacco di cose che non sapevo sul funzionamento dei treni, sui compiti del pilota, su cosa vuol dire guidare un “Freccia”, sulle città che questo ruolo gli ha permesso di visitare. In seguito siamo passati a parlare delle nostre future ambizioni, delle differenze tra vivere in paese e in una città come Milano, per finire con la passione per la corsa che ci accomuna. Per una volta mi è dispiaciuto scendere dal treno!

La fierezza

Dopo l’asino di stamattina pensavo che i marciapiede non avessero altro da offrire. Per questo è stata una sorpresa ancora più grande quando in lontananza è spuntato un uomo sulla trentina che spingeva un passeggino, mostrando al mondo tutto il suo orgoglio attraverso una maglietta con su scritto “the walking dad”. Mi piace pensare alla gioia con cui deve averla indossata prima di uscire di casa!

Tra ricordo e fantasia

Pochissime persone entrano a far parte delle nostre vite; alcune si soffermano un po’ e poi se ne vanno chissà dove; altre ancora ci sfiorano a malapena, e di moltissime nemmeno ci accorgiamo. Una categoria a parte sono quelle persone le cui traiettorie sono destinate a non incrociarsi con la nostra, per qualche motivo che spesso non sappiamo identificare, ma che ci rimangono comunque impresse nella mente, magari per un qualche particolare che cattura la nostra attenzione al punto da renderlo indimenticabile. È proprio uno di questi particolari che oggi, passati i tornelli alla stazione, mi ha fatto riconoscere in mezzo alla folla una persona con cui avevo scambiato solo una breve conversazione al secondo anno del liceo. Ogni tanto mi sono chiesto come sarebbe stato rivedersi, alla luce dei cambiamenti che do per scontato essere avvenuti negli ultimi anni; dopo questo incontro, invece, mi sono chiesto se forse non rimaniamo sempre gli stessi…

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