Bookstop #1: The Distracted Mind

Tempo di lettura: 10 minuti

In 4 parole: sconfiggere la Mente Distratta

Titolo originale: “The Distracted Mind: Ancient Brains in A High Tech World”

Autori: Adam Gazzaley, Larry D. Rosen

Quante volte andiamo nel panico se non abbiamo il telefono sott’occhio? Sfruttiamo la tecnologia o piuttosto la subiamo? Come combattere le continue distrazioni causate da Internet e dai Social?

Introduzione

La nostra mente cerca perennemente di stare a galla in un mare di video, notizie, immagini che cercano di catturare la nostra attenzione. Purtroppo però il cervello, antico com’è, non si è evoluto in tempo per stare al passo di questa frenesia: così ne paghiamo – spesso senza rendercene conto – le conseguenze. Il neuroscienziato Adam Gazzaley (Università della California, San Francisco) e lo psicologo Larry D. Rosen (California State University) analizzano il problema e ci spiegano come uscire da questo loop di caos e distrazione per recuperare un po’ di sanità mentale.

In cerca di informazioni

L’essere umano è costantemente in cerca di informazioni: la novità, infatti, provoca nel cervello una sensazione di guadagno e gratificazione – che avvertiamo tramite il rilascio di un ormone chiamato dopamina. Molte applicazioni utilizzano un sistema di notifiche creato appositamente per soddisfare questo bisogno di informazioni. Ma quanto dura questa soddisfazione? Chiaramente poco. Così quando il led s’illumina leggiamo il messaggio, poi guardiamo qualche storia su Instagram – “tanto ci mettiamo 30 secondi” – e poi, già che ci siamo, un video di 10 minuti su Youtube – “tanto ci mettiamo 30 secondi”. Ma alla fine non siamo molto più felici di prima.

Questo libro ci permette di capire a fondo il problema e soprattutto propone svariate soluzioni per convivere con la tecnologia, senza mandare in frantumi i nostri obiettivi e il nostro cervello.

Il problema

Le distrazioni causate dalla tecnologia odierna ostacolano a tutto tondo le nostre capacità cognitive:

  1. Attenzione
  2. Memoria di lavoro
  3. Gestione degli obiettivi

Vediamo brevemente ciascuna di esse.

1: Attenzione

I due autori identificano ben quattro fattori che influenzano la nostra capacità di stare attenti:

  • Selettività: la capacità di focalizzare il nostro obiettivo è ostacolata dal fatto che non sempre siamo in grado di trascurare l’irrilevante.
  • Distribuzione: la quantità di fattori a cui prestiamo attenzione riduce enormemente l’effettiva concentrazione.
  • Sostenibilità: basta davvero poco per distrarci: il telefono che vibra, il camion che passa, il campanile che suona.
  • Velocità: chi mi ha scritto? Chissà dove andrà mai quel camion? E che melodia seguiranno stavolta le campane (come se non fosse sempre la stessa)? Riprendere la concentrazione è difficilissimo, lo sappiamo bene.

2: Memoria di lavoro

Questa è limitata solamente – si fa per dire – da due fattori:

  • Capacità: la quantità di elementi che possiamo ricordare è ridotta.
  • Fedeltà: la qualità dell’informazione che sappiamo tenere a mente degrada più velocemente di quel mezzo limone ammuffito in fondo al frigo.

3: Gestione degli obiettivi

Non è affatto facile conciliare le numerose attività che dobbiamo affrontare ogni giorno, così ci ritroviamo spesso a farle tutte insieme.

  • Multitasking: il nostro cervello non sa gestire più compiti parallelamente. Sarebbe più appropriato parlare dunque di task-switching: non sapendo pensare a più cose contemporaneamente, il nostro cervello rimbalza continuamente dall’una all’altra (un po’ come la pallina nel pinball).
  • Task-switching: come la pallina rimbalzando perde energia e rallenta, così la nostra capacità esecutiva perde accuratezza e velocità: Linda Stone, un tempo executive di Microsoft, ha coniato a proposito l’espressione “attenzione parziale continua”

La causa

Come abbiamo visto, le nostre capacità cognitive non sono poi così capaci: a meno che non le trattiamo come si deve, il risultato ottenuto è la Mente Distratta. Da che cosa è provocata?

  • Interferenze: Internet e i Social interrompono ormai di norma le nostre attività: studio, lavoro, conversazioni e persino lo sport.
  • Multitasking: la continua disponibilità di informazioni ci ha reso incapaci di “non fare niente”: senza uno schermo ci sentiamo sottostimolati e nervosi.
  • Aspettative: la tecnologia a disposizione 24 ore su 24 ci fa sentire obbligati a rispondere alle chiamate o ai messaggi: se rispondiamo subito interrompiamo la nostra attività, altrimenti avremo in mente come rispondere o cosa dire finché effettivamente non lo faremo.
  • Noia: ovviamente.
  • Ansia: un po’ meno ovviamente, sentiamo un bisogno crescente di rimanere connessi, il quale se non soddisfatto può provocare stati d’ansia e perfino depressione

I danni

Inevitabilmente le conseguenze di queste abitudini sono a dir poco negative:

  • Guida: secondo un’analisi effettuata da David Streyer, Professore all’Università dello Utah, usare il telefono al volante e guidare con tasso alcolemico maggiore della soglia consentita comportano la stessa possibilità di ritrovarsi in un incidente stradale.
  • Relazioni: uno studio1 ha dimostrato che la sola presenza dello smartphone durante una cena tra partner diminuisce la reciproca empatia e comprensione.
  • Salute mentale: la Mente Distratta mostra sintomi correlati ad un uso scorretto della tecnologia: FOMO (Fear Of Missing Out, ovvero paura di perdersi qualcosa) e nomofobia (paura di rimanere esclusi dalla rete) sono solo alcuni di essi.
  • Emozioni: aumento di stress e ansia, diminuzione della soddisfazione
  • Salute fisica: riduzione della qualità e della quantità del sonno.

I rimedi

Come adattarsi dunque- e anche in fretta – al cambiamento che Internet, gli smartphone e i social media hanno portato? Come riportare la Mente Distratta al suo stato naturale? Tralasciando il sistema educativo, vediamo un po’ di soluzioni applicabili qui e ora.

  • Meditazione: ne esistono diversi tipi e io non ne sono certo un esperto, magari potrà essere argomento di un articolo in futuro.
  • Esercizi cognitivi e giochi per il cervello: proprio come i muscoli, il cervello può essere allenato e le capacità cognitive possono essere migliorate significativamente.
  • Natura: una passeggiata al sole o in un bosco può contribuire a ritrovare la concentrazione e a sentirsi “in pace col mondo”.
  • Esercizio fisico: diversi studi hanno dimostrato che un po’ di sano esercizio migliora ogni aspetto del controllo cognitivo: attenzione, memoria di lavoro e gestione degli obiettivi.

Riprendere il controllo

Come possiamo modificare il nostro comportamento quotidiano per gestire al meglio il rapporto tra la Mente Distratta e la tecnologia?

  1. Ragiona sull’obiettivo. Prima di intraprendere un’attività qualsiasi, può rivelarsi molto utile stabilire quanta attenzione essa richiederà: in base al compito decideremo se è il caso o no di tenere il telefono a portata di mano.
  2. Sii consapevole dei danni: è vero, in qualità di esseri umani siamo molto bravi a perseverare in comportamenti che sappiamo essere dannosi per noi e per gli altri; tuttavia, essere consapevoli di quanto una semplice distrazione influenzi le nostre performance può cambiare le carte in tavola.
  3. Limita l’accessibilità. Riduci il numero di schermi allo stretto necessario e allontana il telefono il più possibile: concentrati su ciò che devi fare e permettiti di usarlo soltanto a compito terminato.
  4. Diminuisci la noia: ascolta musica neutra oppure fai due passi per stimolare l’afflusso di sangue al cervello.
  5. Riduci l’ansia. Non essere sempre disponibili è assolutamente normale. Quando devi svolgere un’attività che richiede molta attenzione (vedi punto 1), disattiva la connessione e mantieni solamente la suoneria: se qualcuno ha un bisogno urgente ti chiamerà!
  6. Dormi meglio. Per essere davvero produttivi è necessario essere ben riposati. Riduci l’uso degli schermi la sera e diminuisci la luminosità, possibilmente attivando il filtro per la luce notturna: la luce blu degli schermi, infatti, riduce la produzione di melatonina, un ormone fondamentale per regolare i cicli del sonno.

Ricapitolando

Le nostre capacità cognitive sono piuttosto limitate. L’uso scorretto della tecnologia può provocare numerosi danni al nostro stile di vita: dalla guida alla salute, dalle relazioni alle performance. Essere consapevoli degli aspetti negativi e di come contrastarli può migliorare la qualità delle nostre giornate. Cerchiamo di restituire alla Mente Distratta un po’ di pace – almeno ogni tanto!

Note a margine (o dovrei dire in fondo)

  1. S.Misra, L. Cheng, J.Genevie & M.Yuan, “The iPhone Effect: the Quality of In-Person Social Interactions in the Presence of Mobile Devices”.

Mi auguro che questo mio primo articolo ti sia piaciuto e che ti sia stato utile!

Per qualsiasi cosa – consigli, domande, errori o commenti – non esitare a contattarmi. Puoi farlo sui social oppure nei commenti qui sotto!

Alla prossima fermata-articolo!

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