Fare la Differenza: AVIS

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In 4 parole: il sangue è vita

Ogni anno più di un 1.320.000 persone donano il proprio sangue, contribuendo così a oltre il 70% del fabbisogno nazionale. Un gesto semplice ma importantissimo, con cui ciascuno di noi può fare la differenza.

Cos’è AVIS

Fino agli anni ’20 del secolo scorso, chi aveva bisogno di una trasfusione aveva due possibilità: i cosiddetti datori di fortuna – trovati a caso per le corsie degli ospedali – oppure i datori a pagamento, che vendevano il proprio sangue per un prezzo corrispondente a circa 750 euro odierni: all’epoca, un lusso per pochi.

Nel 1927 il dottor Vittorio Formentano (Firenze, 1895 – Cunardo, 1977) ebbe l’intuizione di fondare un gruppo di donatori volontari su cui effettuare controlli preventivi, al fine di garantire la gratuità e la tempestività della donazione. I 17 che risposero al suo appello su un giornale di Milano fondarono dunque una nuova associazione, che aveva come capisaldi la gratuità, l’apoliticità, nessuna distinzione di razza e religione e la sicurezza: nacque così l’Associazione Volontari Italiani del Sangue.

Con più di un milione di volontari e 3400 sedi sul territorio nazionale, oggi AVIS garantisce un’adeguata disponibilità di sangue a tutti i pazienti che ne abbiano necessità, promuovendo le donazioni e collaborando con le strutture ospedaliere pubbliche.

Perché è così importante?

Il sangue risulta indispensabile per intervenire in moltissimi casi: dai malati oncologici a chi presenta emorragie dovute a traumi, dagli interventi chirurgici (come i trapianti) all’assistenza durante il parto. Il fabbisogno di sangue ed emocomponenti, oltretutto, cresce ogni anno: ciò è dovuto all’aumento dell’età media della popolazione e ai miglioramenti di molte terapie mediche e chirurgiche. Statisticamente, un’unità di sangue intero donato può salvare fino a tre vite, attraverso l’uso separato dei suoi componenti.

Un vantaggio per tutti

La consapevolezza di compiere un gesto di solidarietà aumenta la considerazione che abbiamo di noi stessi e di conseguenza il proprio benessere psicologico; fattore che a sua volta potenzia il nostro sistema immunitario. Se questo non basta a farti interrompere la lettura di questo articolo per andare a iscriverti alla sede AVIS più vicina, eccoti altri 6 benefici esclusivi per i volontari:

  1. Ogni anno il donatore sostiene un esame del sangue completamente gratuito. Oltre ad accertare che le donazioni effettuate siano sicure, quindi, ciò contribuisce a monitorare i parametri sanguigni del volontario, tra cui:
    • la concentrazione di glucosio nel sangue, o glicemia, che può indicare la presenza di diabete;
    • il tasso di colesterolo e trigliceridi, che quantificano il rischio cardiovascolare del paziente (ad esempio, un tasso di colesterolo molto elevato può provocare l’ostruzione delle arterie ed eventualmente l’infarto);
    • la presenza di anticorpi contro i virus responsabili di malattie infettive quali AIDS, epatite B ed epatite C;
  2. Una parte del ferro che assumiamo con la dieta, anziché essere assorbita, viene immagazzinata nel cuore, nel fegato e nel pancreas. La temporanea riduzione dei depositi di ferro associata a donazioni regolari consente di prevenire il rischio associato ad un eccessivo livello di ferro:
    • malattie cardiovascolari e aterosclerosi;
    • incidenza d’infarto del miocardio (la componente muscolare del cuore);
    • malfunzionamenti e patologie del fegato, quali insufficienza epatica e cirrosi;
    • danni al pancreas;
  3. I depositi di ferro sono accusati inoltre di influenzare negativamente l’azione dell’insulina, ormone che regola i livelli di glucosio nel sangue. Espellere gli accumuli di ferro dall’organismo tramite la donazione, dunque, consente di rendere più efficace l’azione dell’insulina, esercitando così una funzione preventiva nei confronti del diabete di tipo 2;
  4. Assumersi l’impegno di donare il proprio sangue porta ad una presa di coscienza da parte dell’individuo, che risulta motivato a mantenere uno stile di vita sano e corretto
  5. Come abbiamo visto, la donazione è completamente gratuita (compreso il ristoro che viene offerto al volontario in seguito al prelievo);
  6. Per i lavoratori dipendenti, la giornata di riposo viene retribuita.

Chi può donare?

L’idoneità alla donazione viene stabilita da un medico mediante un colloquio, una valutazione clinica e una serie di esami di laboratorio previsti per garantire la sicurezza del donatore e del ricevente. In generale è sufficiente soddisfare le seguenti caratteristiche:

  1. Età compresa tra i 18 e i 65 anni1;
  2. Peso maggiore di 50 kg;
  3. Buono stato di salute;
  4. Stile di vita sano.

Come funziona la donazione?

  1. Il volontario AVIS riceve una chiamata per fissare il giorno della donazione, che si svolge al mattino.
  2. Dopo aver fatto una colazione leggera oppure a digiuno (per non alterare i livelli dei parametri sanguigni, ad esempio la glicemia), il donatore si reca in ospedale, dove compila un questionario finalizzato a conoscere il suo stato di salute (presente e passato) e il suo stile di vita.
  3. Tramite un breve colloquio con un medico, il questionario viene visualizzato e approvato.
  4. Pungendo il polpastrello viene misurato il livello di emoglobina2 nel sangue del volontario.
  5. Il volontario effettua la donazione.
  6. Dopo il prelievo viene offerto un ristoro gratuito per reintegrare i liquidi e migliorare il comfort post-donazione e non si devono svolgere attività e/o hobby rischiosi.

Tipi di donazione

Vi sono diversi tipi di donazione:

  1. Di sangue intero: dura 5-10 minuti, durante i quali vengono prelevati 450 ml di sangue;
  2. Plasmaferesi: vengono prelevati 600-700 ml di plasma. Questo processo dura 40-50 minuti, in quanto richiede la separazione delle componenti del sangue e la re-immissione di globuli rossi, bianchi e piastrine;
  3. Piastrinoaferesi: processo un po’ più lungo (circa 90 minuti) in cui vengono prelevate solamente le piastrine.

In conclusione

Donare il sangue rappresenta un gesto semplice che può salvare molte vite, oltre a cambiare in meglio la propria. Per iniziare a farlo è sufficiente rivolgersi alla sede più vicina, che puoi trovare facilmente qui3: non esitare!

Note

  1. Si può donare in seguito fino ai 65 anni di età e fino ai 70, previa valutazione medica del proprio stato di salute.
  2. L’emoglobina è una proteina presente nei globuli rossi e ha la funzione di trasportare ossigeno dai polmoni ai tessuti attraverso il sangue. È costituita da quattro subunità contenenti ciascuna un gruppo eme, che contiene un atomo di ferro e consente il legame con l’ossigeno. Di conseguenza ogni molecola di emoglobina può trasportare quattro molecole di ossigeno.
  3. Le informazioni di questo articolo sono state reperite dal sito ufficiale Avis e ovviamente dall’immancabile wikipedia. Mi auguro ti sia stato utile!

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